Verso un accordo quadro di area vasta sul turismo accessibile e sostenibile (TAeS)

Verso un accordo quadro di area vasta sul turismo accessibile e sostenibile (TAeS)

taesC’è un’esperienza nelle Marche del Nord, che comprende i territori della Provincia di Pesaro e Urbino e solo una piccola parte di quella anconetana a confine, tra Senigallia e Corinaldo, su cui è fortemente impegnato da circa un anno il Distretto Integrato Economico e Sociale Marche Nord assieme all’Università Politecnica delle Marche-D3A. Questi due soggetti stanno investendo molte energie per consolidare una strategia complessa legata al turismo accessibile e sostenibile.
Perché investire proprio in questa strategia? Il turismo accessibile e sostenibile (TAeS) rappresenta un’opportunità di sviluppo del territorio a vari livelli (occupazionale, paesaggistico, di promozione dei diritti), oltre che un mercato con una forte domanda sommersa ed in crescita (inserire dati?!?). se si intende questa idea di turismo come collegata ad una declinazione ampia dei concetti di accessibilità e sostenibilità, che vada nella direzione dei documenti e delle riflessioni più avanzate a livello europeo. Ogni politica finalizzata a sviluppare attività e progetti riguardanti l’accoglienza turistica, infatti, dovrebbe avere un impatto ambientale ridotto e permettere a qualsiasi cittadino, inclusi quelli che presentano difficoltà psicofisiche, economiche e sociali di usufruire di servizi e accoglienza adeguati.
Le principali finalità su cui basare le progettualità sono: rilanciare e valorizzare i territori, partendo dalle specifiche peculiarità, promuovere sviluppo e occupazione sostenibili (a basso impatto ambientale e ad alta coesione sociale), promuovere i diritti esigibili connessi al turismo (diritto ad esplorare, conoscere, “contaminarsi”), e, infine, sviluppare mobilità e progettazione integrata costa-aree interne.
Perché un accordo di area vasta sul TAeS? Le ragioni ci sono, eccome. Ne citiamo tre, a nostro avviso, le principali. Una è che è necessario e maturo dare vita ad una piattaforma territoriale avanzata capace – nell’arco di 5-7 anni – di competere a livello internazionale in servizi e politiche turistiche riguardanti il turismo accessibile e sostenibile. Una seconda motivazione è che ormai fondamentale favorire una programmazione integrata basata su un confronto reale tra attori pubblici e privati (Regione, EE. LL., Unioni di comuni, associazioni di categoria, mondo dell’economia sociale, Università, GAL e FLAG, imprese) che aiuti a costruire politiche e progetti di sistema sul turismo accessibile e sostenibile. Infine, una terza ragione è che il territorio ha urgenza di sviluppare una serie di progettualità collegate ad una strategia (ossia: qualità, sostenibilità, diritti) che sia fondata su un sistema generativo.
Questo percorso strategico propone undici elementi chiave sui quali articolare la progettualità:

  1. sul genius loci e i bisogni locali
  2. sull’emersione di una domanda multiforme e complessa
  3. sull’investimento in nuove tecnologie
  4. sulla formazione e l’aggiornamento degli operatori
  5. sull’innovazione sociale
  6. sulla sostenibilità e l’ efficientamento
  7. sulla promozione dei diritti e la tutela delle fasce deboli
  8. sul coinvolgimento del territorio (approccio multistakeholders)
  9. sulla valutazione di impatto
  10. su campagne di sensibilizzazione, di comunicazione e di marketing pubblico
  11. sulla massima valorizzazione della mobilità e dei collegamenti strategici lungo l’asse costa-entroterra, in una dimensione transregionale e trasnfrontaliera.

Quindi, l’accordo quadro pone le basi territoriali e individua i soggetti coinvolti – DIESMN, Università, 60 comuni circa, Regione, ITI Pesaro Urbino, GAL Flaminia Cesano, FLAG Marche Nord, Area pilota anconetano pesarese della Strategia Nazionale delle Aree Interne, Comuni di Pesaro, Fano e Senigallia, Associazioni di categoria, imprese, terzo settore – per un diverso approccio integrato sulle politiche di valorizzazione, promozione e sostenibilità. Obiettivo comune? Costruire un Piano di area vasta. Sono individuabili due fasi di sviluppo, sul breve e sul medio-periodo. La prima fase prevede un impegno forte e costante nell’elaborazione dei primi progetti condivisi e del percorso di infrastrutturazione. Ciò significa riconoscimento e promozione della rete a livello regionale, nazionale ed europeo con sperimentazione eventuale di un CLLD e progettazione su call fino al 2020, ruolo attivo nella riprogrammazione del POR (2017, collegata allo stesso Piano sul turismo, purtroppo siamo vicini alla scadenza), per riorientare parte delle priorità e delle risorse dei fondi strutturali usati dalla regione Marche nell’area interprovinciale rappresentata dalla rete, a fronte di un Programma Strategico Comune e di lungo periodo, partecipazione a call collegate a programmi e fondi diretti.
La seconda fase vede il riconoscimento della rete TAeS come attore in grado di programmare e gestire direttamente fondi dedicati. Ciò significa consolidare la rete e l’area-sistema nei processi di riorganizzazione delle priorità e degli obiettivi dei fondi strutturali e dei fondi POR Marche 2021-2027, oltre che del Piano regionale sul turismo delle Marche.
Il Piano è pensato con un approccio open, interattivo, e se da una parte fornisce indicazioni e orientamenti concordati, dall’altra potrà essere aggiornato, definendo attività diverse o integrative frutto di processi permanenti di osservazione e confronto tra i vari attori del territorio. Ogni anno, quindi, il Piano triennale verrà disarticolato in un Programma annuale che riporterà tutte le ipotesi progettuali da sviluppare nel dettaglio.
Per concludere, viene da sé che qualsiasi ipotesi progettuale venga avanzata dalla rete debba garantire una riflessione preliminare sulle risorse attivabili e un ragionamento strutturato sulla sostenibilità futura dell’iniziativa (andando al di là del finanziamento iniziale).
Noi ci stiamo mettendo la faccia, coraggio a chi vuole mettersi in gioco.

 

AUTORE:

MONICA BOCCI
Ricercatrice – Università Politecnica delle Marche