Sentirsi comunità 2018

Il 15 giugno, dalle nove del mattino in poi, presso la sede dell’università di Urbino in Via Arco d’Augusto 2 a Fano, si ritorna a parlare di comunità e di politiche sociali. Sono anni in cui mentre da una parte assistiamo ad una compressione delle risorse pubbliche a disposizione degli enti locali, dall’altra ci interroghiamo su quali risposte dare a bisogni sociali sempre più articolati e complessi. Ci sono problemi evidenti di rilancio e di sviluppo, oltre che di redistribuzione delle risorse e delle ricchezze. Ma c’è anche una questione che va affrontata con rigore, attenzione, senza pressappochismi: come stimolare e valorizzare i rapporti di vicinato, l’attenzione per l’altro, la solidarietà, i collegamenti tra associazioni, mondo delle imprese, cittadinanza.

L’incontro del 15 giugno è organizzato a partire da quanto appena detto, con una serie di attenzioni: presenza diffusa del territorio con le sue realtà (dal pubblico alle imprese sociali, alle associazioni di categoria, ai sindacati, alle scuole), partecipazione di operatori provenienti da zone della regione diverse (sono rappresentati circa il 60%degli ambiti territoriali sociali), contributo di esperti e operatori locali e nazionali.

Dopo i saluti istituzionali dell’Assessore alle politiche sociali del Comune di Fano, Marina Bargnesi, introdurrà l’incontro Pier Paolo Inserra condividendo una serie di suggestioni su cosa voglia dire oggi, per ogni attore territoriale, promuovere economia sociale. Seguirà Riccardo Borini, dirigente dell’ATS 6 che ha organizzato la giornata che ci fornirà degli stimoli sul lavoro di comunità e sui percorsi culturali e valoriali da costruire.

La parte centrale della mattinata sarà occupata da tre protagonisti: un esperto nazionale, esperti dei nostri territori che condivideranno esperienze suggestive di lavoro di comunità, e gli operatori partecipanti. Al primo, Giovanni Devastato, sarà chiesto di entrare nel merito dei contenuti e del metodo di lavoro di comunità Gli esperti locali e regionali ci guideranno nell’approfondimento di alcune esperienze che partono da un lavoro di innovazione sociale che rimanda a servizi e risposte sociali e arrivano a descrivere come anche un’azienda, una rete pubblico-privata che si occupa di agricoltura e aree rurali, piuttosto che un gruppo che costruisce case o le affitta, possano produrre lavoro e legami di comunità.

Alla fine della giornata sarà condiviso un percorso comune fatto di altre tappe. Perché per promuovere benessere e qualità della vita guardando a livelli un poco più alti, è fondamentale si collaborare e integrarsi. Ma è altrettanto importante investire sul medio periodo e insistere, confrontarsi, decidere insieme quali linee progettuali portare avanti.

Scarica qui un piccolo saggio di Gianni Devastato su “Memoria civile e sviluppo comunitario”.